Lo stage: cosa aspettarsi e i nostri consigli

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Prima o poi arriverà per tutti noi il fatidico momento dello stage, un importante traguardo della nostra carriera universitaria che forse per la prima volta ci farà toccare con mano l’ambiente lavorativo e professionisti del settore. Se conoscete il nostro team saprete che è formato da tre studenti universitari e proprio per quest’articolo, per raccontarvi a 360° l’esperienza dello stage, abbiamo deciso di intervistare uno studente proprio come noi che a Gennaio ha iniziato un internship in una azienda in modo da potervi offrire una visione da dentro, di chi sta vivendo in prima persona questo nuovo viaggio extrauniversitario.

Prima di tutto raccontaci un po’ di te:

Ho frequentato la facoltà di economia a Parma con indirizzo Marketing e ho poi intrapreso la via della magistrale, questa volta però non nella mia città. Avevo voglia di mettermi alla prova in un nuovo contesto e cercare nuovi stimoli in un nuovo posto “non mio” e mi sono così trasferito a Milano. Purtroppo questa nuova avventura è stata piuttosto altalenante causa Covid ma ho avuto comunque l’opportunità di incontrare nuove persone e frequentare le lezioni universitarie. 

Ormai spesso, sia dai giornali che da professionisti, sentiamo che il lavoro è un ambiente difficile, soprattutto per noi giovani. Immaginiamo che trovare lavoro non sia mai facile, soprattutto ora con la pandemia. Tu come hai fatto?

Sicuramente la ricerca di un’offerta di lavoro non è facile, anche se penso che il mercato si stia un po’ muovendo. Alcuni miei amici si sono infatti trovati alla ricerca dello stage in piena pandemia, e non vi dico il numero di rifiuti che hanno ricevuto. Le aziende in quel momento, come più o meno tutti noi, non sapevano cosa aspettarsi e come sarebbero stati i mesi successivi. Proprio per questo direi che la situazione sta migliorando. Parlando invece del mio stage, sono entrato a conoscenza di questa posizione aperta grazie all’ufficio placement della mia università, che periodicamente ci informava delle possibilità lavorative disponibili. Contemporaneamente però ho sempre tenuto monitorate le offerte lavorative pubblicate su Linkedin che rispondevano sia alla mie esigenze in termini di conoscenze che di interesse verso l’azienda e il suo business. 

Più o meno quindi quanto è durata la ricerca? 

Penso circa 1 mesetto in tutto, che ammetto essere veramente poco. La mia fortuna è stata infatti il periodo in cui ho iniziato a cercare posizioni e a candidarmi: a Dicembre e Gennaio vengono pubblicate numerose offerte in quanto in questo periodo terminano la maggior parte degli stage in azienda. A questo inoltre si aggiunge un forte legame della mia università con le aziende di mio interesse.

Se dovessi descrivere i primi mesi con 3 parole, quali sceglieresti?

Pesante, stimolante e destabilizzante: nel mio caso infatti mediamente lavoro al pc circa 8 ore, i miei compiti sono quelli tipici da stagista ma nonostante questo è fondamentale la concentrazione altrimenti gli errori sono dietro l’angolo. L’ambiente nuovo sicuramente aiuta nel processo di integrazione con il team, anche se spesso le aziende hanno i dipendenti in smart working e quindi anche per voi conoscere tutti e ambientarsi sarà più difficile.

Anche noi fra poco saremo alla ricerca di uno stage e come noi tanti altri studenti, che consiglio ti senti di darci?

Sicuramente vi direi di prendere il primo stage come una prima e nuova esperienza, non necessariamente sarà lo stage perfetto nell’azienda dei vostri sogni. Lo stage in quanto tale vi serve per capire cosa volete fare in futuro, quali sono i business che vi interessano e quali strutture aziendali fanno per voi. Certo ci sono studenti fortunati che hanno esperienze in aziende che sono estremamente formative, vengono seguiti e inseriti nel team, altri invece hanno più sfortuna: potrebbe infatti accadere che l’azienda vi sfrutti come bassa manovalanza oppure che nessuno vi aiuti e vi affianchi in modo attivo. Un grande consiglio che vorrei darvi è che è normale sentirsi fuori luogo, sentirsi come se non foste parte del business vero e proprio, avete studiato e superato esami, verbalizzato voti di prove difficili e poi arrivate li, in quelle 4 nuove mura, e tutto vi sembra assolutamente nuovo, vi chiederete cosa avrete studiato perchè in quel momento tutto è nuovo e avrete la sensazione di dover ripartire da zero, di dover imparare qualcosa che sui libri non c’è. Questa più o meno è la sensazione che ho provato io all’inizio e che mi capita ancora di provare, una sensazione a cui forse non ci si abitua perchè noi abbiamo passato gli ultimi anni della nostra vita a studiare e arrivare all’esame sapendo quella materia, avendola fatta nostra, noi quella materia la sappiamo. Ecco in azienda questo processo si attiva con il tempo, con la pratica e con tanta pazienza, che diciamocelo non sempre abbiamo.

Questa nostra intervista termina sul più bello, se però siete curiosi di andare più in profondità, non mancate al nostro prossimo articolo. Se hai proposte su nuove idee oppure argomenti che vorresti come prossimi articoli non esitare a scriverci. Per qualsiasi domanda, informazione aggiuntiva o consiglio scriveteci, siamo qui per voi.

Team UniStarterPack

Team UniStarterPack

Lascia un commento

Chi siamo

UniStarterPack nasce nel 2020 da 3 studenti di economia dell’Università degli Studi di Parma.

Ultimi Articoli

Lo stage: cosa aspettarsi e i nostri consigli

Questo sito utilizza dei cookies per migliorare la vostra esperienza di navigazione e per raccogliere informazioni sul sito stesso. Proseguendo nella navigazione su questo sito si accetta l’utilizzo dei cookie. Per saperne di più, clicca qui!